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Ted Kennedy infiamma e commuove il Pepsi Center

agosto 25, 2008

Voce ferma e andatura sicura. Così Edward Kennedy si è presentato davanti alla folla del Pepsi Center che lo ha accolto con una standing ovation. Applausi scroscianti, cartelli e cori di incoraggiamento per il sentaore del Massachusettes, 76 anni, che nonostante il tumore al cervello ha voluto sfidare il parere dei medici e affrontare il viaggio fino a Denver: “Niente mi avrebbe potuto tenere lontano da qui”, ha detto Kennedy.

Per sette minuti ha parlato del futuro degli Stati Uniti e non del passato. “Yes we can, yes we will, con Obama si chiuderà il capitolo sulla razza, sul sesso, sulle discriminazioni. Noi sappiamo scalare le vette delle montagne, io l’ho visto e ora lo possiamo rifare”. Il fratello minore di JFK ha promesso che a gennaio 2009 tornerà a lavorare in Senato e ha ricordato che questa è una stagione di speranza “una speranza per tutti e non per pochi”.   

Tenace e combattivo come sempre, Kennedy ha particolarmente insistito su uno degli argomenti a lui più cari: la sanità che dovrà essere garantita a tutti. Ha poi sottolineato con particolare forza quanto Obama sia pronto a diventare Commander in Chief, tentando di placare le accuse dei repubblicani e dei Clinton dead-enders.

E’ tempo che “la torcia sia passata alle nuove generazioni di americani. Con Barack Obama la speranza rinasce e il sogno continua a vivere”, le parole conclusive del senatore del Massachusettes.  

 

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