Skip to content

Il cambiamento e il dilemma di McCain

settembre 5, 2008

E’ oramai ufficiale che il candidato repubblicano si sia definitivamente sintonizzato sul canale “Change” e che non abbia alcuna intenzione di spostarsi da lì. Dal giorno in cui ha scelto Sarah Palin come Vice Presidente è risultato chiaro a tutti che John McCain si stesse riposizionando sul mercato per catturare il voto delle donne e quel 12% di indecisi.

McCain ieri sera ha accettato all’Xcel Center la nomination alla Convention repubblicana a St. Paul in Minnesota “con gratitudine, umiltà e fiducia” con un discorso non molto coinvolgente e un programma politico ridotto all’osso.

  

Lo speech, durato 45 minuti, non è stato francamente dei più entusiasmanti ma si sa il senatore dell’Arizona non brilla per oratoria. Nel ruolo dell’ “affabulatore” ha piazzato una donna forte e determinata che finora ha scosso di più l’audience nonostante il sottile curriculum e la poca dimestichezza con i corridoi di Washington (ma questo ormai è un pregio). Meno tasse, più posti di lavoro, trivellazioni e l’apertura di nuove centrali per ridurre il prezzo della benzina. Queste le idee di John McCain, che da sempre si è distinto tra i politicanti di Capitol Hill più per la passione nei grandi ideali che per il contenuto e l’originalità delle idee. “ Sono tempi difficili per molti di voi – dice McCain- Siamo preoccupati perchè temiamo di perdere il posto di lavoro, o di non trovarne un altro e facciamo fatica a mettere in tavola il cibo. Tutto quello che chiedete al governo è di stare dalla vostra parte e di non intralciarvi. E’ quello che intendo fare: stare dalla vostra parte e battermi per il vostro futuro”.  I delegati hanno più volte interrotto il loro candidato con applausi e boati da stadio nella Convetion più bianca della storia americana (non sono mancate, però interruzioni da parte di un gruppo di pacifisti). Solo 36 su 2.380 delegati sono di colore, e dopo la multicultarilatà del Pepsi Center a Denver, il “monocolare” del Xcel è saltato ancor più all’occhio.  McCain ha poi ringraziato l’operato del Presidente Bush senza però mai nominarlo. “Sono grato al Presidente che ci ha guidato nei giorni più bui, dopo aver subito il peggior attacco della nostra storia, e per averci tenuti al sicuro da altri attacchi che molti hanno considerato inevitabili”. George W. Bush è il Presidente più impopolare che gli Usa abbiano mai avuto e per McCain questo è uno dei tasti dolenti: deve riuscire a tracciare una linea di confine tra il suo programma politico e quello dell’attuale Presidente e dimostare che con lui si aprirà “una stagione di vero cambiamento” come ha  dichiarato ieri notte a St.Paul. E’ il dilemma di McCain che, molto probabilmente, lo perseguiterà fino al 4 novembre: continuare a vendere all’elettorato americano la sua immagine da “maverick”, da indipendente, senza pestare i piedi ai grandi del Gop.  

 
 

 

 

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: