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La saga del maiale e del suo rossetto

settembre 10, 2008

Fino a qualche settimane fa questa era l’elezione del cambiamento e della speranza, ora ci si ritrova a parlare di rossetti e maiali. Insomma nulla di nuovo, i colpi bassi (speriamo solo quelli) rimangono gli stessi di tutte le campagne elettorali.

 

LA STORIA DEL MAIALE E DEL SUO ROSSETTO

  

La battuta di Obama “un maiale con il rossetto resta sempre un maiale” pronunciata ieri in Virginia è un comune modo di dire inglese che il senatore dell’Illinois ha usato altre volte nelle primarie e secondo la traduzione di alcuni blog o dizionari online (www.urbandictionary.com) può essere resa in italiano con l’espressione “non si possono far volare gli asini” o “chi nasce quadrato non può diventare rotondo” e via dicendo. Anche McCain è ricorso a questa espressione quando criticò la riforma della mutua proposta da Hillary Clinton durante le primarie. Detto ciò è inutile girarci intorno: la battuta di Obama è stata decisamente infelice e fuori di luogo. Prima di pronunciare le malagurate parole, il senatore democratico stava deridendo la coppia McCain-Palin e i repubblicani, secondo cui l’allusione era diretta alla Governatrice dell’Alaska che si era autodefinita “un pitbull col rossetto”, non potevano non segnare a porta vuota e montare l’offensiva. In poche ore è nata la “Palin Truth Squad” che ha il compito di fare chiarezza su questo episodio.

Questa mattina Obama, a Norfolk in Virginia, ha cercato di riportare l’ordine chiedendo di tornare a parlare degli argomenti che stanno più a cuore agli americani e di finirla con la storia del maiale e del rossetto.

Il mese non inizia bene per il senatore dlel’Illinois. L’ultimo sondaggio della Nbc/Wsj conferma il testa a testa, Obama al 47% McCain al 46%. I numeri sono gli stessi di un mese fa, il che significa che il senatore dell’Illinois è fermo mentre il rivale repubblicano, grazie all’entrata della Palin, sta gradualmente guadagnando consensi.

 

 LA MORALE

Mai sottovalutare il nemico in piena battaglia anche quando appare esanime: è una lezione che il senatore dell’Illinois avrebbe dovuto imparare da Hillary Clinton durante le primarie.  

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One Comment leave one →
  1. remo permalink
    settembre 13, 2008 11:51 pm

    Purtroppo ci ritroveremo con altri 4 anni di governo mondiale in mano dei Repubblicani; prima Obama era in vantaggio (non che mi ispirasse molto, ma dopo 8 anni di Bush tutto fa brodo), poi è bastato che i repubblicani giocassero la carta lecchina e finto progressista di mettere una donna alla vice presidenza con idee ancora più vetuste di mia nonna, ed ecco che risalgono in strepitoso vantaggio, perché tutte le americane rimangono folgorate da questa pseudo-Hilary solo perché è donna e senza guardare quali sono le sue reali idee. Insomma siamo tutto nella M…. perché gli americani non sanno smettere di farsi abbindolare dagli specchietti per le allodole

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