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Le pitbull con il rossetto all’attacco

settembre 9, 2009

Palinettes o falchi in gonnella, comunque le chiamate, le donne del Grand Old Party stanno affilando le armi per scendere in campo con un ambizioso progetto: mettere in cattiva luce Obama e la sua legge di riforma sulla sanità. Approfittando di un’opinione pubblica americana un po’ disamorata del proprio Presidente  e dell’Amministrazione in carica, il partito repubblicano, ha, per ora, deciso di giocare la carta rosa e ha scelto le colleghe più battagliere per dare del filo da torcere a Obama. Se prima della campagna elettorale 2008, l’unica stella a brillare nel firmamento repubblicano era Ann Coulter, giornalista e commentatrice politica dal linguaggio corrosivo, considerata da qualcuno come l’Oriana Fallaci americana per aver ingaggiato una dura battaglia contro il fondamentalismo islamico, ora gli americani, anche in vista delle elezioni di medio termine del prossimo anno, hanno un ampia possibilità di scelta. A fare da apri pista è stata sicuramente Sarah Palin, ex Governatrice dell’Alaska e ex candidata alla Vice Presidenza, il “pitt bull con rossetto” che un anno fa -in poche settimane-  riuscì a iniettare ossigeno e speranza ad un partito che tuttora fatica a ritrovare la propria identità. Nonostante abbia abbandonato la politica, la Palin è una delle più feroci critiche della riforma sanitaria: fu lei ad accusare Obama di voler creare dei “death panel”, delle “commissioni di morte” per affidare a funzionari pubblici “la decisione su quando interrompere i trattamenti per i pazienti gravi”. Ora l’ex Governatrice dell’Alaska si destreggia tra i 1070 inviti che, stando al sito Politico.com, ha ricevuto nelle ultime settimane da quando ha lasciato la sua nomina politica e a fine mese parteciperà come ospite speciale al forum organizzato dalla CLSA a Hong Kong che vanta illustri speaker come Bill Clinton, Al Gore e l’ex Presidente della Federal Reserve Alan Greenspan. Ma il metodo Palin ha riscosso successo anche tra alcune colleghe di partito. Michele Bachmann, deputata del Minnesota, amica e sostenitrice della Palin tant’è che pare ci sia lei dietro la querelle delle “commissioni di morte”, ha abbracciato da tempo la campagna dei birthers che sostengono che Barack Obama non sia un cittadino americano e per cui, secondo l’art. 2 della Costituzione americana, non avrebbe diritto di risiedere alla Casa Bianca. Nonostante questa tesi sia stata più volte smentita dallo staff presidenziale e dall’autorità hawaiane che dispongono del certificato di nascita del Presidente americano, i birthers e la repubblicana Bachmann ne fanno una dei loro cavalli di battaglia oltre alla riforma di sanità. Le invettive contro il piano-sanità di Obama della Bachmann sono stata più volte riprese dai media americani e spesso criticate dai democratici per l’utilizzo di espressioni eccessivamente violente. Una settimana fa durante un comizio a Denver sulla riforma sanitaria la deputata del Minnesota evocando un richiamo alle armi ha detto “Vi chiedo di unirvi, tagliarvi i polsi, e diventare fratelli di sangue… Questa riforma non deve passare”. Ma il duo Palin-Bachmann non è il solo ad essere agguerrito e orgogliosamente fiero di essere repubblicano. Dana Loesch e Tammy Bruce sono le due versioni al femminili di Rush Limbaugh e Glenn Beck, i celebri commentatori repubblicani le cui trasmissioni sono seguite da circa 13 milioni di americani ogni giorno. Entrambe hanno ingaggiato una lotta contro il video messaggio che Obama ieri ha inviato alle scuole americane “Non mandate i vostri figli a scuola e chiedetevi perchè il Presidente l’ha voluto fare” scrive la Loesch sul suo blog The Dana show mentre Tammy Bruce dal suo account Twitter ha chiesto ai genitori di “far marinare la scuola ai vostri figli” accusando il Presidente di voler fare ai ragazzi un lavaggio del cervello. L’assalto delle repubblicane è appena cominciato.

pubblicato su Il Riformista il 9 settembre 2009

 

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