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Blitz sui media, Barack parla di sanità

settembre 20, 2009
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uscito su Il Riformista del 20 settembre 2009

Sovraesposto? Onnipresente? Una star di Hollywood? Barack Obama risponde picche ai critici, repubblicani in testa, che lo accusano di eccessiva presenza mediatica e questa mattina sarà in onda quasi contemporaneamente su ABC, CBS, CNN, NBC e Univision per spiegare, ancora una volta all’opinione pubblica americana i risvolti della riforma sanitaria. A dare una mano al Presidente è scesa in campo anche la First Lady Michelle che venerdì durante un incontro alla Casa Bianca con un’associazione di donne ha ricordato che “la riforma della sanità è un tema che riguarda soprattutto le donne”. Le interviste del Presidente, registrate nella giornata di ieri, inaugurano un blitz mediatico di cento ore che terminerà giovedì quando Obama terrà un discorso al Consiglio di Sicurezza, dopo aver parlato all’Assemblea Generale dell’Onu a New York, e poi al G20 di Pittsburgh. Nell’intermezzo lo staff della Casa Bianca è riuscita a inserire anche un passaggio televisivo più leggero volto a corteggiare il pubblico delle ore piccole: Obama verrà intervistato da David Letterman nel suo Show domani notte in una puntata dedicata unicamente a lui. Intanto sono già state battute dalle agenzie le dichiarazioni più importanti che il Presidente ha rilasciato alle cinque televisioni (l’unica a non ospitare Obama è stata Fox news, la testata più critica dell’Amministrazione in carica). “Ci sono persone a cui non piaccio per il colore della mia pelle? Si, sono certo che ci siano ma ora questo non è l’argomento principale”. Alla CNN Barack Obama ha voluto innanzitutto calmare le acque agitate dalle dichiarazioni dell’ ex Presidente Jimmy Carter secondo cui le proteste contro la riforma sanitaria sarebbero mosse da sentimenti razzisti. “Non è questo il punto”, ha ripetuto nel programma State of the Union aggiungendo che le accuse contro Franklin Delano Roosvelt negli anni’30 “sono molto simili a quelle che oggi vengono rivolte a me- di lui dicevano che era un comunista e un socialista. Stessa storia per Ronald Reagan che tentò di rivedere alcune parti del New Deal”. Alla ABC ha voluto ricordare quanto agli americani stia a cuore la riforma sanitaria “la maggior parte dei cittadini segue con molta attenzione il dibattito sulla sanità perché sa che avrà delle importanti ripercussioni sulla loro vita” mentre al programma “Meet the Press” della NBC ha sottolineato come il tema della sanità sia da sempre una spina nel fianco degli Stati Uniti che deve riguardare non solo i 46 milioni di americani senza copertura ma tutti indistintamente. Il tour mediatico ha è stato preso di mira da analisti e politici. Molti pensano che questa sovraesposizione possa provocare un effetto boomerang e che, invece, di guadagnare consensi li possa facilmente perdere. “Il piano di riforma di Obama e del suo partito non è impopolare perché il Presidente ha fatto poche apparizioni televisive ma perchè gli americani oramai lo conoscono a memoria e sanno dove fa acqua”, ha spiegato lo stratega repubblicano Alex Conant alla Reuters. In realtà, la massiccia operazione di pressing mediatico sta sortendo qualche effetto positivo per l’Amministrazione e il suo Presidente che, tra crisi finanziaria e piano sanità aveva perso punti nell’indice di gradimento dei suoi cittadini. Un sondaggio della CBS dimostra che dopo il discorso davanti al Congresso il progetto di riforma è piaciuto al 52% degli utenti mentre il 38% ha dichiarato di disapprovarlo. Un po’ di ossigeno che ha rianimato tutto lo staff del Presidente che giovedì scorso è stato accolto in Maryland da 15.000 persone in delirio, quasi un tuffo nei bei tempi che furono della campagna presidenziale. Per compattare e raggiungere il maggior numero di americani i tentacoli della macchina comunicativa del Presidente non potevano tralasciare una importante fetta del suo elettorato, le donne. Per questo venerdì pomeriggio, poche ore prima del blitz televisivo di Obama, è scesa in campo la First Lady. “La riforma della sanità è un tema che riguarda soprattutto le donne” ha detto Michelle Obama “le donne giocano un ruolo unico e sempre più significativo all’interno delle famiglie” e, nell’ormai tipica retorica che contraddistingue lo stile della first family, la signora Obama ha raccontato della malattia del padre affetto da sclerosi multipla e della corsa verso il reparto di rianimazione per la figlia Sasha. “Penso che il piano di mio marito sia ragionevole. Non possiamo più permetterci di stare seduti e osservare da lontano un dibattito che riguarda la nostra vita. Mai più di ora dobbiamo trasformare la nostra passione nel cambiamento”.

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