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Il corpo delle donne…prima parliamone insieme

ottobre 1, 2009

Martedi scorso Gad Lerner durante l’Infedele ha affrontato, per la seconda volta, l’argomento donne e Berlusconi. Maria Laura Rodotà, prendendo spunto da un editoriale di Maureen Dowd sul NYTimes ha scritto del neo-femminismo ponendosi tante domande che chissà se troveranno risposte, quantomeno nel breve termine. Tutti, uomini e donne, sembrano interessati al problema  in maniera diversa rispetto a 10 o 20 anni fa, quando le risposte a quelle domande erano, per molti, ovvie e scontate. Ora non più. Per me quando si rimette in discussione un argomento che, erroneamente, si pensava archiviato è un piccolo sollievo.

Nella puntata dell’ Infedele, Lerner ha mandato in onda spezzoni del documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. Dura 25 minuti e qui potete vederlo per intero. http://www.ilcorpodelledonne.net/?page_id=89 . Subito dopo la trasmissione avevo appuntamento con un gruppo di amici e tanta voglia di parlarne con le amiche. Una volta arrivata mi sono accorta che purtroppo c’erano troppi uomini per intavolare un discorso sul “corpo delle donne”, sostanzialmente non volevo far virare il discorso sulle tette e il culo di quella o quell’altra. So che molti uomini sono in grado di evitare le battute da bar ma spesso l’attrattiva di una platea tutta femminile e il ruolo di mattatore che alcuni si cuciono addosso hanno la meglio sulle conversazioni più seriose e impegnative. Quindi ho glissato, anzi non ho proprio accennato al documentario. Tornando a casa ho pensato al perchè non avessi voluto parlarne anche con i ragazzi, in fin dei conti sono persone comprensibili, intelligenti e sincere (sono  amici!). La  risposta è che ne volevo inizialmente  discutere solo con le mie simili, le donne. La Zanardo lo spiega molto bene del suo documentario quando invita le donne a “capire quale siano i propri bisogni” .  C’è anche un altro aspetto che non va trascurato: la mia generazione, le trentenni di oggi, non è abituata al confronto tra coetanee come lo erano le nostre madri che gradualmente riuscirono a mettere da parte la paura del giudizio tirando fuori la capacità di mettersi in gioco. Per alcune, forse, questa necessità appare una regressione: l’esclusione degli uomini potrebbe sembrare un passo indietro rispetto all’evoluzione delle post-femministe. Ma ho l’impressione che un passo indietro lo dobbiamo fare o forse sarebbe più giusto dire che dobbiamo inziare un percorso tout court che nessuno ci hai mai chiesto di intraprendere e che finora noi abbiamo malamente evitato.

qui ci sono alcuni minuti del documentario

 

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