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Olympia, la repubblicana che voterebbe la riforma di Barack

ottobre 7, 2009
Olympia e Barack

Olympia e Barack

pubblicato su Il Riformista del 7 ottobre 2009

Da mesi è la donna più corteggiata dai democratici, la più ricercata dai giornalisti americani che farebbero carte false per avere una sua intervista e se deciderà di apporre il suo sì alla proposta del Presidente della Commissione finanza del Senato, il democratico Max Baucus, diventerà a breve anche la più odiata dai colleghi repubblicani. A smuovere questa tempesta di emozioni è la senatrice repubblicana del Maine, Olympia Snowe, membro della Commissione finanza del Senato che nei prossimi giorni deciderà se bocciare o promuovere la proposta sulla riforma della sanità. “La Snowe è una senatrice molto, molto importante” ha detto alcuni giorni fa Baucus. Talmente importante che per rincarare la dose di complimenti è sceso in campo anche Henry Reid, Capo della maggioranza al Senato, definendola “una vera leader in grado di essere sempre brillante”. Ad oggi, secondo le indiscrezioni dei blog washingtoniani, la Snowe propenderebbe per il sì a condizione, innanzitutto, che il Congressional Budget Office, l’organismo bipartisan del Congresso che sorveglia sul bilancio federale, renda noto in modo inequivocabile i costi della riforma in modo tale che tutti siano consapevoli dell’impatto che questa riforma avrà da qui a dieci anni. E difatti, così è successo: bisognerà aspettare la prossima settimana per sapere l’esito finale e fino ad allora il cellulare della Snowe continuerà a essere subissato di telefonate cortesi da parte degli avversari politici o di inviti a cene di lavoro, come è successo quest’estate quando Peter Orszag, Responsabile del bilancio federale della Casa Bianca, decise di interrompere le sue vacanze in Maine per organizzare un incontro con la senatrice più corteggiata d’America. Come dire, ubi maior minor cessat. Ma la Snowe senatrice sessantaduenne è una veterana della politica americana e consoce a menadito lo stile e i toni ruffianeschi che animano i corridoi politici. Nonostante la pacatezza dei toni e le mises austere, la Snowe, è una leonessa dell’arena politica: figlia di immigrati greci, rimase orfana a nove anni e fu cresciuta dai suoi zii a Auburn una cittadina del Maine. A 31 anni venne eletta alla Camera dei rappresentanti per poi vincere il seggio al Senato nel 1994, l’annus horribilis per l’allora presidente Bill Clinton che vide naufragare la riforma sanitaria e, alcuni mesi dopo, assistette al trionfo del Gop che- per la prima volta dal 1954- conquistò il controllo del Congresso. Quasi mai in ritardo nelle estenuanti session della Commissione finanza, sempre presente durante le votazioni al Senato (secondo il database del Washington Post, è tra i pochissimi politici ha poter vantare il 100% delle presenze nella corrente legislatura) la puntigliosità della Snowe è ormai proverbiale. Come lo è il suo amore per il centro. Repubblicana moderata sin dalle prime ore, la senatrice in un’intervista al New York Times dello scorso aprile, si è auto definita “un animale in via di estinzione” e di sentirsi all’interno del suo partito “una superstite”. Ha poi aggiunto che Obama “ha una visione molto realistica della sanità in America” e  che “su questo tema lo considero più un moderato che un liberal”. Anche il suo curriculum politico parla chiaro: la Snowe fu una dei tre repubblicani a votare il piano anticrisi da 787 miliardi di dollari nel febbraio scorso e, prima ancora, sfidò George W.Bush votando a favore di una legge su cui l’allora Presidente appose il veto ( si trattava del pacchetto legislativo che prevedeva l’estensione dell’assistenza sanitaria a milioni di bambini e che fu, in seguito, firmato da Obama). A queste posizioni che rendono la Snowe una sincera “maverick” si aggiunge la proposta più provocativa giunta da un repubblicano: utilizzare la “public option”, l’assicurazione pubblica obbligatoria gestita dal governo, come minaccia nel caso in cui le società private  non siano in grado di assicurare una copertura sanitaria a costi ragionevoli. L’America, quella blu e quella rossa, attende con il fiato sospeso la decisione della “President Snowe” come viene chiamata nella blogosfera: la sua approvazione non solo permetterebbe alla riforma sanitaria di Obama di andare avanti nel lungo procedimento legislativo ma assicurerebbe alla proposta democratica di aggiudicarsi quella etichetta di riforma bipartisan che metterebbe in salvo il Presidente dagli attacchi repubblicani.

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