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Liz Cheney, pasionaria più di papà

ottobre 15, 2009

pubblicato su Il Riformista, il 15 ottobre 2009

“Se credete che un Presidente degli Stati Uniti debba agire per difendere l’America e non solamente parlare allora unitevi a Keep America Safe”. Questo spot, anticipato alcuni giorni fa dal sito politico.com, è andato in onda ieri durante la presentazione di Keep America safe, la neonata organizzazione conservatrice fondato da Elizabeth Cheney, figlia dell’ex Vice Presidente Dick Cheney, e astro nascente del partito repubblicano, da Bill Kristol, figlio di Irving il “padrino” del neoconservatorismo, celebre per la sua strenua difesa della guerra in Iraq e Debra Burlingame, sorella di uno dei piloti morti nell’attentato alle Torri Gemelle. “La retorica contro la realtà”, dice lo slogan. La retorica è quella di Barack Obama che finora ha solo parlato e non ha agito in Iraq, Iran, Afghanistan, e che si ostina a sostenere la chiusura di Guantanamo Bay, la realtà è chiaramente quella dei conservatori. In perfetto stile apocalittico, che non per niente evoca i jingle o le breaking news alert – i sottopancia che annunciano le ultime notizie- di Fox News, lo speaker spiega che le parole, spesso anche aggressive, usate da Barack Obama per combattere il terrorismo non sono state ancora messe in pratica e perciò è nata Keep America safe, che si va ad aggiungere ai 92 pensatoi conservatori già esistenti fondati e mantenuti dai repubblicani d’America. “Ai conservatori piace creare organizzazioni e comitati politici, è il loro hobby”, scrive David Corn sul blog di Politics Daily. Dunque la notizia di per sé non avrebbe fatto così tanto clamore se dietro non ci fosse stata la testa e la mano della figlia dell’ex Vice -Presidente americano. La 43enne Elizabeth- Liz Cheney, avvocato di successo e madre di cinque bambini, da mesi pensava a mettere in piedi un serbatoio di menti neo-conservatrice per combattere le molli e poco toniche proposte di Obama in politica estera “Come molti americani anche noi abbiamo seguito con preoccupazione e sgomento la politica estera di Barack Obama Il Presidente ha tagliato i fondi per la difesa, tentenna in Afghanistan e ha ordinato investigazioni su quegli americani che stanno combattendo in prima fila nella guerra al terrorismo e nel frattempo ha esteso le misure di protezione nei confronti di quei terroristi che tramano per attaccare il nostro Paese”. La pasionaria repubblicana ha poi aggiunto che l’organizzazione “Keep America Safe” si propone di combattere il terrorismo nel mondo, di vincere le guerre che gli Stati Uniti hanno intrapreso, di lottare per la democrazia, la libertà, i diritti umani affinché l’esercito americano sia sufficientemente all’altezza dei pericoli che opprimono il mondo”. E non finisce qua. La Cheney, dopo aver definito il Premio Nobel per la Pace assegnato ad Obama “una farsa”, definisce “radicali” le posizioni dell’attuale Amministrazione “non importa se sei un Repubblicano o un democratico, ognuno di noi vuole una Nazione forte ma ogni passo che il Presidente fa sta rendendo il nostro Paese sempre più debole”. Non occorre andare a sfogliare l’almanacco dei Presidenti americani per poter affermare che i toni sono in perfetto stile Cheney. L’ex Vice-Presidente, nella scorsa primavera, aveva pubblicamente e più volte contestato la proposta di Obama di regolarizzare i metodi di interrogazione dei prigionieri presunti terroristi. Dopo una serie di blitz mediatici, Dick Cheney si era poi eclissato, evidentemente per lasciar spazio nell’arena politica alla figlia prediletta che non dimentica mai di ricordare ad ogni buona occasione “gli sforzi e la passione con cui mio padre ha per otto anni lavorato alla Casa Bianca”. Il ritorno di una Cheney in politica non ha preso alla sprovvista i commentatori americani ma di certo li ha spaventati. “Non mollare mai, non mollare mai, in niente, piccolo o grande che sia” diceva Winston Churchill nel 1941 quando l’Inghilterra era in guerra. Il timore di molti in America è che i neoconservatori abbiano fatto proprio il credo dell’allora primo ministro inglese scegliendo, sì, un volto nuovo ma animato dal vecchio e imperituro spirito dei falchi.

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