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A New York la maratona festeggia i primi 40 anni

novembre 1, 2009

uscito su Il Riformista del 1 novembre 2009

Il mito. Nell’estate del 490 a.C. alcuni dicono fosse il 10 agosto altri il 12 settembre, il soldato ateniese Fidippide percorse 42 chilometri dalla città di Maratona ad Atene per annunciare la vittoria sui persiani “Rallegratevi, abbiamo vinto!” disse ai suoi concittadini prima di cadere stremato a terra e morire. Dal mito di Fidippide nacque l’idea della maratona che, già dai primi giochi olimpici nel 1896 era la gara più amata dal pubblico.
La storia. 1 novembre 2009. Starting point: Hello New York, Goodbye doubt, addio a tutti i dubbi, recita lo slogan della maratona di New York City che quest’anno compie 40 anni, perchè ad ogni falcata le insicurezze e molte paure piano piano iniziano a dispersi e “la testa si alleggerisce dai pensieri”. E dove vanno a finire i crucci? “Dietro, dietro le spalle, li trovi ammucchiati come vecchi sacchi dell’immondizia”. Carlo ha 46 anni, fa il dentista a Firenze, con la moglie e un gruppo di amici sono tra gli oltre 3.500 italiani -su 42.500 iscritti– che oggi parteciperanno alla corsa più popolare al mondo. Da giovedì sera New York è stata invasa da italiani, la maggior parte sparsi negli hotel che dall’Upper West side arrivano fino a Midtown. Nella hall del Hotel Empire, a pochi metri da Columbus circle, Lorenzo Di Vecchio mostra la mappa della maratona di New York. La partenza è prevista per le 9 ora locale (le 14 ora italiana) dal ponte di Verrazzano sull’isola di Staten Island, l’area più verde tra i cinque distretti della Grande mela, che ospitò Antonio Meucci e Giuseppe Garibaldi, l’arrivo è a Central Park, “beh quello dipende, se impiego tre ore e 25 minuti posso tornare a casa contento” dice Lorenzo. A differenza di Fidippide che non correva per ragioni agonistiche ma per annunciare la decisiva vittoria degli ateniesi sui persiani, i corridori di una maratona, professionisti e non, partecipano per mettersi alla prova “per sfidare se stessi e vedere se, dopo mesi di allenamento, i tempi sono migliorati” racconta Michele Bassi alla sua prima volta da runner a New York e che nemmeno un piccolo incidente a Fiumicino è riuscito a tenere lontano dalla gara “purtroppo mi sono accorto solo all’aeroporto di non avere il passaporto elettronico. Quindi sono tornato in Questura e in un pomeriggio sono riuscito a farmi fare quello giusto”. Partito con un giorno di ritardo ha poi raggiunto gli amici con cui da mesi si allena a Roma “ci siamo allenati quasi tutti i giorni in genere durante la pausa pranzo” dice Maurizio Battaglia, che insieme a Anna, è alla sua terza maratona newyorchese “e la preparazione, ti assicuro, è la parte più difficile”. Come la maggior parte degli sport individualisti, la corsa mette a dura prova il corpo e la mente, spesso, per chi la fa seriamente, fa perdere chili in tempi brevissimi “sai quanti mi hanno detto -ma quanto sei dimagrito!- ma sinceramente non mi importa” racconta Alessandro Ligi. L’obiettivo è arrivare a Central Park, percorrere fino alla fine i 42 chilometri e anche divertirsi “alla più bella maratona che c’è al mondo” dice Livia accompagnata dal marito, il suo primo fan. Senza però perdere troppo la concentrazione. Nonostante New York sia allestita a festa in occasione di Halloween e le vetrine della Quinta già addobbate in vista di Natale, molti dei “nostri” hanno optato per “un buen retiro”. “In questi due giorni pre-gara siamo andati la mattina a Central Park ad allenarci, una corsetta di un’ora”, spiega Maurizio “e abbiamo cercato di mangiare solo carboidrati, fondamentali per fare il carico di energia”. Il gruppo racconta anche delle emozioni nel vedere decine di persone, ognuno con una divisa diversa, correre attraverso il polmone verde di New York. “E’ stato molto bello ed è normale che ci sia tanta emozione, in fin dei conti la corsa è cuore e dedizione” dice Augusto Tambone, il preparatore atletico del gruppo. Fra gli italiani in gara, ci sono anche facce conosciute come Linus di radio Dj, per lui si tratta dell’ottava partecipazione alla maratona, Mara Venier, Beppe Bergomi, 14 parlamentari, capitanati da Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e i mitici Orlando Pizzolato vincitore di due edizioni, nel 1984 e nell’85 e Franca Fiacconi, la prima a tagliare il traguardo nel 1998. Professionisti e amatori, per una volta non importa. Oggi a New York ognuno correrà per un motivo diverso, per vincere, per dimenticare i problemi a casa, per acquistare sicurezza. E come raccontava Carlo all’inizio, alla fine New York sarà invasa da tanti sacchi pieni di cattivi pensieri pronti per essere gettati nel Hudson. Finish-line: Goodbye, old me!

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One Comment leave one →
  1. dani permalink
    novembre 2, 2009 4:53 am

    No, Mara Venier che si fa 42km, no…impossible!!!!!!!!

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