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Madame speaker è la vera artefice della vittoria alla Camera

novembre 10, 2009

uscito su Il Riformista del 10 novembre 2009

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Nancy Pelosi

“Sono proprio incavolata, va bene che dobbiamo riformare la sanità ma perché farlo a discapito delle donne. Questa mattina ho scritto una lettera a Nancy Pelosi, mi ha seriamente deluso”. Mentre rovista tra gli scaffali del mega store Tj max a Chelsea Danielle sfoga le sue frustrazioni da democratica convinta e femminista veterana. E lo fa prendendo a pugni quella donna che fino a quattro giorni fa veniva considerata la più liberal tra i liberal e paventata come uno spettro nazi-comunista da parte dei suoi avversari politici. Danielle, come molte altre donne che da domenica stanno ingolfando con e-mail di protesta il sito web di Nancy Pelosi la Speaker della Camera dei Rappresentanti e vera craftswoman del passaggio della riforma sanitaria nella camera bassa del Parlamento americano, non ha digerito l’emendamento anti-abortista proposto dal democratico del Michigan Bart Stupak che impedisce di usare le nuove coperture sanitarie per consentire interruzioni della gravidanza tranne nei “casi di violenza, incesto o quando la vita della madre è in pericolo” e la cui approvazione è servita per fare quadrato e blindare la legge di riforma della sanità alla Camera.

Il compromesso sull’emendamento anti-abortista, tema su cui da sempre viene misurata la maturità sociale e il progressismo dei politici americani, stretto con le frange più destrorse del partito democratico, porta la firma, seppur metaforicamente, di Nancy Patricia Pelosi, 69 anni, la donna più influente a Capitol Hill e storica femminista. Giovedì sera, due giorni prima del voto alla Camera, la Pelosi ha sentito tirare venti sfavorevoli, sufficientemente forti da bloccare alla partenza il lungo percorso che la riforma della sanità deve intraprendere attraverso le aule di Capitol Hill. La signora dai macro-sorrisi, a dir il vero un po’ ingessati, ha mostrato i muscoli e soprattutto una mente più pragmatica rispetto alle caricature da ultrà liberal della West Coast che i repubblicani amano fare di lei. E se come scrive il filosofo e intellettuale francese Raymond Aron il machiavellismo “coglie i sentimenti che fanno veramente muovere gi uomini dando una visione di ciò che è realmente una società” le ambizioni della signora Pelosi e il suo peso all’interno del Parlamento sono ormai sotto gli occhi di tutti. Tant’è che, stando alle cronache di quei giornalisti assidui frequentatori dei corridoi del Campidoglio, la decisione di Nancy Pelosi avrebbe destabilizzato molte compagne di partito come Rosa De Lauro, portandole a versare lacrime durante le convulse ore pre-voto. Conoscitrice del bon-ton politico, la Madame Speaker non disdegna le frasi ad effetto ed è capace, a volte, di sganciare dichiarazioni bombe,“se qualcuno ti sta fregando allora devi fregarli anche tu” ha candidamente spiegato ai giovani e ambiziosi assistenti tanto per fargli capire che la politica non è un gioco da bravi ragazzi. Stimata da moltissimi colleghi, tra cui Rahm Emanuel, a cui piace chiamarla “mamma” e con cui si sente telefonicamente “almeno una volta al giorno”, raramente alza la voce o si scompone ma mai teme di dire la sua verità. Anche con il Presidente Obama, con cui viene spesso ripresa in atteggiamenti affettuosi mentre ridacchiano o si abbracciano calorosamente, ci sono state piccole tensioni che risalgono alla scorsa estate. Un consigliere della Pelosi ha raccontato al New York magazine che la Speaker era dispiaciuta per gli sforzi di Obama, secondo lei inutili, di approdare a una riforma sanitaria bi-partisan. “Stai perdendo tempo.

Non voteranno mai con noi” ha ammonito la Pelosi al Presidente il cuipelosi-nancy difetto più grande “è quello di voler approvare la riforma e piacere a tutti, democratici e conservatori e questo non è possibile”. Per molti, ha raccontato Vincent Bzdek autore della biografia “Woman of the House”, il suo modo di fare, spesso e volentieri autoritario e diretto, risulta fastidioso ai suoi avversari ma stizzisce anche i suoi elettori. Per i conservatori la Pelosi è il diavolo in gonnella “Mussolini in tailleur” “Nancy Botox” oppure “una nemica della Costituzione americana”. Questa estate, dopo la pubblicazione di un editoriale su USA Today scritto insieme al leader della maggioranza democratica alla Camera, Steny Hoyer in cui definirono i fomentatori degli aggressivi dibattiti cittadini sulla sanità, come “anti-americani”, un commentatore radiofonico dichiarò che le avrebbe dato volentieri un pugno in faccia mentre, secondo una società di sondaggi, il suo consenso tra gli elettori della California sarebbe sceso di 15 punti negli ultimi mesi. Ma nulla sembra abbatterla. D’altronde, per usare le sue parole “You can’t get things done and be loved”.  

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