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Obama ritira Premio Nobel per la Pace. I punti chiave del suo discorso

dicembre 10, 2009
 

Foto Ap. Barack Obama posa davanti ai ritratti dei Nobel per la Pace

 “Il male esiste, la forza va usata con regole certe” . Il punto centrale del discorso di Barack Obama ruota attorno al concetto di guerra giusta. Dopo aver ritirato il Premio Nobel per la Pace 2009, il 44esimo Presidente americano ha detto “Gli strumenti della guerra servono a difendere la pace ma la guerra non è mai gloriosa e non dobbiamo mai considerarla tale. Sono il Comandante in capo di una nazione e di un esercito che si trovano a combattere due guerre che lAmerica non ha cercato e che coinvolgono 42 nazioni. Comunque – ha detto Obama – siamo in guerra e sono responsabile del dispiegamento di giovani americani dispiegati in terra straniera. Alcuni uccideranno, altri saranno uccisi”. Obama ha citato Martin Luther King: “La violenza non porta mai ad una pace permanente” e  John Fitzgerald Kennedy:”Cerchiamo un livello di pace pi ragionevole”. Il  Presidente Usa ha parlato della necessità di “una evoluzione graduale” e di rispetto delle istituzioni internazionali, evidenziando che lAmerica “non può agire da sola e da sola non può  garantire la pace”.  Di qui lappello ad un rafforzamento della Nato. Obama ha poi dedicato una citazione speciale “alla silenziosa dignità” della leader dellopposizione birmana Aung San Suu Kyi, “al coraggio dei cittadini dello Zimbabwe che sono andati a votare” e “alle centinaia di migliaia di iraniani che hanno marciato in silenzio lungo le strade dellIran“. Il Presidente ha rivendicato il progetto di chiusura della base di Guantanamo, l’impegno a rispettare la convenzione di Ginevra e ha rilanciato la necessità di un forte impegno “contro la proliferazione della armi nucleari che non sia limitata alla riduzione negli Usa e in Russia ma anche al controllo delle nazioni mediorientali e asiatiche che si stano armando (leggi Iran e Corea del Nord) .
Non poteva non dedicare una riflessione al summit verde di Copenaghen a cui presenzierà la settimana prossima esortando la comunità mondiale “ad agire in modo unito per affrontare il problema. Il Presidente americano ha aggiunto che “gli scienziati sono ormai concordi sul fatto che se non agiremo vi saranno più siccità , carestie ed emigrazioni di massa che alimenteranno ulteriori conflitti per decenni“.

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