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Love made in USA

dicembre 12, 2009
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Uno scherzetto!!

 

Love made in Us. Ieri sera a cena con alcuni amici americani e italiani abbiamo parlato dei rapporti sentimentali nei rispettivi paese. Ne è uscito fuori che l’Italia in fatto di matrimoni, convivenze e figli è meno conservatrice rispetto agli Usa. La maggior parte delle donne in America si sposa prima dei 30 anni: la pressione a mettere su famiglia da parte dei genitori e degli amici è molto più forte rispetto a quanto succede in Italai dove nella maggior parte dei casi il matrimonio viene sinceramente sconsigliato (soprattutto da chi è già sposato). Gli Stati Uniti sono il paese dalle mille regole, molte delle quali non scritte ma diventate prassi. I date, gli appuntamenti preludio al rapporto serio e ufficiale, hanno delle regole ben precise che, come mi ha assicurato Tara una mia amica newyorchese, sono diverse da città in città. Bisogna conoscerle per entrare nel gioco. Chi non le applica si trova seriamente nei guai. Queste regole scandiscono  la vita dei giovani americani e americane dall’adolescenza fino all’età matura, quella in cui trovare un lavoro dignitoso e sposarsi. Così, il codice comportamentale: durante gli anni del college è permessa qualsiasi trasgressione, sesso, droga, alcol e Co.. Ma l’età dell’innocenza termina il giorno dopo la laurea quando è obbligatorio mettersi alla ricerca di un lavoro. Trovata una sistemazione professionale, in genere attorno ai 26-27 anni, the next step, è proprio quello del matrimonio. Le mie amiche confermano la natura a scomparti della vita dell’americano medio che trova la sua realizzazione nella cosiddetta famiglia del mulino bianco. Ma la famiglia in America ha un valore sostanzialmente opposto a quello italiano. Negli Usa assume la forma e la sostanza di uno status symbol mentre da noi viene vissuta come  una responsabiltà molto seria con conseguenze che si ripercutono e stravolgono la vita delle persone (ed è per questo che spesso in Italia ci viene consigliato di rimandare il fatidico momento del sì). Ormai in Italia molte coppie convivono e hanno figli, negli Usa in particolar modo i figli fuori dal matrimonio sono ancora un tabù. Difficile da credere , ma questa volta siamo avanti noi!

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2 commenti leave one →
  1. dicembre 15, 2009 6:06 am

    io non sottovaluterei nemmeno un ulteriore elemento economico, ovverosia che negli States il matrimonio è un contratto e pertanto tra le parti regolabile con una scrittura fatta di clausole e di accordi, anche prematrimoniali, che possono in qualche modo favorire un impegno matrimoniale.

    In Italia no, e se successivamente scopri che il matrimonio non va bene separazione e divorzio hanno dei costi notevoli, non solo per ciò che attiene le spese di un eventuale giudizio ma anche quelle correlate come la casa coniugale (devi trovarti un altra sistemazione) assegno di mantenimento, spese per la prole, ecc…

    molti “nuovi poveri” in Italia sono gli appartenente alla classe media o alla piccola borghesia che si trovano, per varie ragioni, a dover rinunciare ad oltre il 70% del proprio reddito mensile a causa di una separazione. chiaro che, conoscendo o comunque intuendone i rischi, uno ci pensa 1000 volte prima di sposarsi

  2. dani permalink
    dicembre 15, 2009 11:13 am

    Non sono convintissimo…in Italia non credo che si sia meno conservatori perchè ci si sposa meno.Molto è dato dal fatto che, come diceva l’ottimo(!) ministro dell’Economia Padoa Schioppa, in Italia ci sono moltissimi bamboccioni. Per sposarsi in Italia, attualmente, data la situazione occupazionale, alloggiativa e via dicendo, you need guts. E anche per quanto riguarda la responsabiltà molto seria sentita dagli italiani non sono convinto. Quasi un quinto dei matrimoni falliti è annullato dalla Sacra Rota(con spese medie intorno ai 30mila euro)…come dire, salviamoci la faccia e via, pronti per un altro abito bianco!

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