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Sotto l’albero di Natale Obama spera di trovare la riforma della sanità

dicembre 20, 2009

Henry Reid. foto di Ricardo Alonso-Zaldvav, Associated Press

Ieri il Senato americano ha raggiunto un accordo sul progetto di riforma sanitaria. La Camera alta del Congresso voterà nei prossimi giorni,  il voto finale è previsto per il 24 dicembre, per approvare il proprio piano sanitario. Se il piano di sanità verrà approvato dal Senato sarà necessario, dopo le feste natalizie, fonderlo e armonizzarlo con quello votato dalla Camera dei rappresentanti il 7 novembre scorso. I due pacchetti legislativi sono per molti versi simili ma presentano delle differenze sostanziali su alcuni temi molti sensibili come l’ immigrazione (nel progetto della Camera è prevista la possibilità per gli immigrati illegali di pagarsi un’assicurazione sanitaria, quella del Senato esclude tassativamente agli illegali la possibilità di acquistare assicurazione sanitaria anche se si possiedono le risorse finanziarie). Inoltre alcune previsioni contenute nel progetto di legge del senato, compresa l’obbligatorietà dei singoli cittadini ad ottenere la copertura sanitaria (individual mandate) e la creazione di mercati assicurativi, avranno effetto a partire dal 2014, esattamente un anno dopo l’entrata in vigore di simili previsioni contenute nel progetto della Camera.

Step by step.  “Quello era un progetto anni luce avanti rispetto a quello che stiamo discutendo quello che abbiamo per le mani non è perfetto, ma nel tempo può essere migliorato”. Il consigliere di punta di Obama ha dichiarato questa mattina alla Nbc dopo che ieri l’irriducibile senatore democratico Ben Nelson ha assicurato il suo voto grazie al quale i democratici raggiungerebbero il quorum necessario per l’approvazione della riforma (60 voti). Come è successo più di un mese fa alla Camera dove la tessitrice è stata Nancy Pelosi,anche al Senato, il capo della maggioranza Henry Reid è stato costretto a raggiungere un compromesso con i dem più moderati come Nelson sul tema dell’aborto. Dunque anche nella Camera alta è stata inserito un provvedimento secondo cui le spese relative all’ aborto non verranno finanziate con soldi pubblici. Un’altra vittoria per le frange meno progressiste del partito di Obama è stata incassata grazie al senatore Joe Lieberman, che aveva forti obiezioni alla opzione pubblica (che creava una compagnia governativa per fare concorrenza alle assicurazioni private nel campo della copertura sanitaria) e ha ottenuto la rinuncia a tale controversa innovazione.   Ieri il presidente Barack Obama si è detto soddisfatto dell’accordo raggiunto al Senato  e ha affermato che la riforma che estenderà ad altri 30 milioni di americani la copertura sanitaria “sta per diventare realtà” dopo “una lunga battaglia durata quasi un secolo”.

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