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Caccia ai riformisti. Minacce e vandali contro i democrat

marzo 26, 2010

uscito su Il Riformista del 26 marzo 2010

Domenica scorsa, al giubilo dei colleghi democratici, avevano risposto “Non è finita qua”. Ieri una piccola vittoria l’hanno incassata. La battaglia dei repubblicani contro la riforma sanitaria firmata martedì dal Presidente Obama è continuata, ininterrotta e serrata, fino alle prime ore dell’alba. Alle tre di ieri mattina, dopo un convulso vote-a-rama, come viene chiamato il voto sugli emendamenti finanziari, Jim Manley, portavoce del leader della maggioranza al Senato Harry Reid, ha dichiarato alla France Press che “dopo ore di tentativi per bloccare il testo, i repubblicani hanno trovato due disposizioni relativamente minori che costituiscono delle irregolarità nella procedura al Senato e dobbiamo rinviare il testo davanti alla Camera dei rappresentanti”. Tutto da rifare? Non proprio. Domenica scorsa la Camera ha adottato con 219 voti a favore e 212 contrari il testo approvato dal Senato con la condizione di accompagnarlo da un pacchetto di emendamenti contenenti alcune modifiche volute dai deputati democratici. Ed è proprio questo pacchetto di emendamenti, il cosiddetto “budget reconciliation bill” che alla Camera era stato votato con 220 voti a favore e 211 contrari, a contenere le disposizioni affette da vizi procedurali. Manley si è limitato a dire che le irregolarità scoperte da Alan Frumin riguardano “l’istruzione superiore” e ha aggiunto “sono fiducioso che la Camera dei rappresentanti potrà risolvere i problemi e varare la legge”. A detta degli analisti si tratta di intoppi che verranno facilmente superati -“dovrebbe passare senza alcuna difficoltà” ha scritto Michael Shear sul Washington Post- e che era prevedibile si verificassero nella giungla di cavilli e ricorsi a procedure speciali che hanno caratterizzato l’approvazione della riforma sanitaria voluta da Obama.

This brick was thrown into the office of the Monroe County Democratic Committee in Rochester. The note, with typographical errors, repeats a saying by Cicero, and more recently, Senator Barry Goldwater.

Tant’è che il Presidente americano informato della notizia non ha voluto rinviare il viaggio a Iowa City in Iowa dove ieri ha ufficiosamente inaugurato la campagna democratica in vista delle elezioni di medio termine di novembre che, con ogni probabilità, si trasformeranno in un referendum proprio sulla riforma sanitaria. Se, dunque, la guerra sulla sanità nei corridoi di Capitol Hill tra democratici e repubblicani sembra avere le ore contate, nelle strade la battaglia pare campale. I giornali americani ieri hanno dato notizia di almeno dieci uffici di parlamentari democratici presi d’assalto da vandali che in più di una occasione hanno lanciato mattoni contro le finestre degli uffici, minacciato di morte alcuni rappresentanti democratici con telefonate, email e fax. Dopo una serie di denunce mercoledì pomeriggio cento deputati del partito democratico si sono incontrati con gli agenti del FBI per fare il punto della situazione e prendere provvedimenti. “La nostra è una democrazia partecipativa, dove il dibattito,  vivace e appassionato è ben accetto, ma non la violenza” ha detto Steny Hoyer capo della maggioranza alla Camera dei rappresentati aggiungendo che ad alcuni colleghi democratici è stata rafforzata la scorta. Gli atti di vandalismo sono cominciati lo scorso weekend e nel corso dei giorni si sono intensificati. Mentre domenica si votava alla Camera, le vetrate del quartier generale del partito democratico nella contea di Wichita, sono state distrutte da lanci di mattoni che riportavo le scritte “No a Obama” e “No Obamycare”. Stessi episodi si sono verificati a Rochester, vicino a New York.  A Cincinnati un membro del tea party, dopo esser stato fermato dalla polizia, ha confessato di aver danneggiato le tubature del gas dell’abitazione del fratello di un deputato democratico nella convinzione che la casa fosse del politico mentre la deputata dello stato di New York, Louise M. Slaughter, ha ricevuto decine di telefonate in cui veniva avvisata di muoversi con attenzione perché era sotto il tiro di un cecchino. Sotto assedio anche Bart Stupak, il deputato anti abortista che ha votato la riforma e che da domenica riceve decine di minacce di morte. John Boehner, leader dei repubblicani alla Camera dei rappresentati, è immediatamente intervenuto e ha definito questi incidenti “inaccettabili”. “Capisco che molti americani siano arrabbiati per l’approvazione di questa riforma sanitaria” ha detto Boehner alla Fox “ma la violenza e le minacce sono inaccettabili. Questa non è l’America. Dovete prendere la vostra rabbia e trasformarla in azioni positive. Chiamate i vostri deputati, i vostri senatori, registratevi, andate a votare. Fate questo e fatelo nel modo giusto”. La campagna per le elezioni di medio termine è appena cominciata.

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