Skip to content

Intervista all’avvocato che ha informato il New York Times sul caso Murphy. Jeff Anderson: “Tutti i processi ai preti pedofili portano a Roma”

aprile 15, 2010

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 15 aprile 2010


“Tutti i processi portano a Roma. E Roma deve agire”. Schietto, anche quando si parla di faccende private, Jeff Anderson è l’avvocato che ha fornito al New York Times i documenti sul caso di Lawrence Murphy, il prete pedofilo di Milwaukee, chiamando in causa anche Papa Benedetto XVI. Dal suo studio legale nel cuore di St. Paul in Minnesota ha difeso centinaia di vittime di abusi sessuali, di “survivors” come li chiama lui. Mentre attende il verdetto della Corte Suprema di Washington che deve giudicare sull’ammissibilità della discussione in un tribunale federale del caso di un prete nell’Oregon, l’ “avvocato del diavolo” -come amano definirlo i suoi nemici -lavora contemporaneamente ad altri fascicoli, “ogni giorno ci arrivano testimonianze nuove”, dice. Ex ateo, ora vicino alla Chiesa Luterana, padre di sei figli avuti da due matrimoni e che, ci tiene a specificare, “sono tutti cresciuti nelle parrocchie di quartiere”, Anderson liquida le insinuazioni che lo vorrebbero legato a sedicenti movimenti sionisti con un “non ne so nulla” e a quelli che lo accusano di essere uno spietato businessman risponde secco, “non lo faccio per i soldi”.

Avvocato Anderson, la sua prima causa contro la Chiesa cattolica risale al 1983.  Da allora ha portato nei tribunali americani centinaia di casi di preti pedofili. Cosa la motiva ad andare avanti?

Dal 1983 lavoro con la stessa abnegazione a ciascun caso che decido di difendere. Sono oltre 200 le cause che ho intentato contro preti, vescovi e cardinali e, di certo, non smetterò ora. Dopo aver visto le ferite dei bambini abusati sessualmente da persone di cui si fidavano ciecamente e dopo aver assistito ai perduranti tentativi di insabbiamento da parte di molta parte del clero non mi tiro indietro. L’obiettivo principale del mio lavoro è quello di difendere i minori, tentando nel mio piccolo di regalargli una speranza e di proteggere altri ragazzi da eventuali abusi a cui potrebbero essere sottoposti.

Sono in molti a considerarla un uomo di affari che ha finora guadagnato oltre 60 milioni di dollari strappati alle diocesi americane. Lei come risponde?

Rispondo sempre allo stesso modo a queste basse insinuazioni: non lo faccio per soldi. Ma perché alcuni devono pagare per le sofferenze inflitte a degli innocenti. Punto.

Com’è arrivato in possesso dei documenti pubblicati dal New York Times?

Negli Usa è possibile obbligare l’arcidiocesi a produrre le documentazioni necessarie perché un procedimento civile non venga arrestato. Questo, in sostanza, è quello che ho fatto.  Non è una procedura facile né veloce. Abbiamo infatti  impiegato circa due anni per ottenere quei documenti, che ho poi deciso di inviare al New York Times perché l’opinione pubblica ne fosse informata.

Pensava di suscitare tutta questa attenzione mediatica?

Francamente no. Non mi aspettavo una tale copertura da parte dei media. Ma ritengo che sia un bene nonostante possa provocare nelle vittime degli inevitabili traumi; l’opinione pubblica deve venire a conoscenza della verità e diventare consapevole dei danni che alcuni religiosi hanno arrecato a centinaia di bambini.

Prima ha detto di aver visto molto spesso membri del clero insabbiare e coprire il reato di pedofilia. Cosa intendeva  dire?

Lavoro sui casi di pedofilia dal 1983 ed ogni volta gli appartenenti al clero hanno sempre lo stesso identico atteggiamento di fronte a queste tragedie, vale a dire vogliono a tutti i costi mantenere tutto segreto al fine non di proteggere le vittime ma la propria reputazione. Su 200 cause intentate contro la Chiesa, le volte che preti, vescovi o cardinali hanno collaborato possono contarsi sul palmo di una mano. La tendenza generale è di voler nascondere gli abusi.

Alcuni ritengono che lei abbia legami con il movimento sionista…

Guardi, non ne so nulla. Tra l’altro i figli del mio primo matrimonio sono cattolici mentre gli altri tre avuti con la mia attuale moglie frequentano la chiesa luterana. Vorrei fosse chiaro che la mia battaglia in favore delle vittime di abusi sessuali non ha niente a che vedere con la religione o altre ideologie. E tengo anche a precisare che non c’è niente di personale contro Papa Benedetto XVI. Il mio obiettivo da 25 anni è sempre lo stesso: difendere al meglio le vittime, tentare di far sì che non si ripetano tali tragedie ed obbligare la Chiesa a prendere delle misure efficaci e tempestive nei confronti dei colpevoli.

Ha mai ricevuto minacce o pressioni?

Sì, ricevo alcune minacce via mail. Forse un paio al giorno ma in compenso ogni giorno ne ricevo centinaia di sostegno e  di incitamento a continuare.

Qual è il suo obiettivo? Crede davvero di riuscire a trascinare in un’aula di tribunale il Papa?

Voglio che il Vaticano sviluppi un’efficace e tempestiva politica di protezione nei confronti dei minori. Tutti i processi portano a Roma. Ed è a Roma che vanno cambiate le carte in tavola. Mi riferisco a tutta la legislatura del diritto canonico che prevede il ricorso al silenzio per evitare scandali che possano mettere in difficoltà l’istituzione Chiesa e lo stesso Stato del Vaticano. Ripeto non ce l’ho con questo Papa ma con la struttura giuridico-legislativa che presiede. Non penso che l’attuale Papa sia meglio o peggio del suo predecessore, Giovanni Paolo II e come lui tutti gli altri. Tutti hanno agito sotto la stessa copertura giuridica, a mio avviso antiquata e, nello specifico degli abusi sessuali, totalmente irresponsabile.

Avvocato Anderson, perchè soltanto ora le sue accuse arrivano fino a Roma? Perché non prima visto che lei si occupa da anni di questa tipologia di reati?

Non è vero. Nel 2002 abbiamo fatto causa al Vaticano. Dunque, non è la prima volta. Probabilmente ora se ne parla con più tranquillità e l’opinione pubblica sembra sia più interessata al problema. Nel passato sono riuscito a far testimoniare tre Cardinali e dozzine di vescovi. Questi non sono dettagli ma grandi passi avanti da non trascurare.

Lei è ateo?

Lo sono stato per anni. E’ difficile mantenere la fede dopo tutto quello che si vede. Ma da tempo mi sono riconciliato con la religione.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: