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Cronaca di una morte annunciata..su Facebook

agosto 26, 2010

USCITO SU IL RIFORMISTA DEL 26 AGOSTO 2010

“Il giorno che l’avrebbero ammazzato…” Potrebbe cominciare così come in “Cronaca di una morte annunciata” dello scrittore colombiano Garcia Marquez, la storia dei tre ragazzi uccisi a Puerto Asis i cui nomi comparivano in una lista pubblicata su Facebook. Sì perché se un tempo erano una pallottola in una busta, magari accompagnata da una lettera, una telefonata o una scritta intimidatoria sotto il portone di casa, a mettere in allarme la vittima costretta a campare nel terribile limbo della minaccia, nell’era globale anche le vigliacche regole del terrore sono cambiate.

Essere amici su Facebook...

Il 17 agosto scorso una mano ancora non identificata ha postato su Facebook una lista di 69 nomi, la maggior parte dei quali sono giovani colombiani che vivono a Puerto Asis, una cittadina nella parte sud della Colombia a pochi chilometri dal confine con l’Ecuador. Come commento si leggeva “Avete tre giorni di tempo per lasciare Puerto Asis o sarete uccisi”. La lista della morte, pubblicata quasi a sfregio sul social network dell’amicizia, è stata inizialmente presa sottogamba dalla polizia colombiana e liquidata come “uno scherzo”, ha tentato di giustificarsi il portavoce Wilson Baquero. Fino a quando qualche funzionario di buona lena si è accorto che pochi giorni prima della pubblicazione su Facebook, era il 15 agosto, due ragazzi di 16 e 17 anni i cui nomi comparivano nella lista nera erano stati uccisi a colpi di fucile. Diego Jaramillo, studente, e Eibart Munoz, venditore di CD, erano in moto diretti verso Puerto Caicedo, a pochi chilometri da Puerto Asis, quando sono stati colpiti a morte. In seguito all’assassinio dei due giovani, qualcuno ha pubblicato un’altra lista sempre su Facebook con altri 31 nomi. Questa volta si trattava di sole donne, hanno fatto sapere alcuni media locali. Gli investigatori hanno così aperto le indagini ma con un imperdonabile ritardo che alcuni hanno pagato con la vita: oltre ai due giovani uccisi nel giorno di Ferragosto, il 20 agosto scorso un diciannovenne, Norbey Alexander Vargas, è stato assassinato e un altro di 16 anni è rimasto ferito mentre tentava di mettersi in salvo dai suoi assassini. Ed è proprio questo sedicenne, uno studente di nome Juan Pablo, a essere il testimone chiave delle morti annunciate su Facebook. Nonostante gli sforzi della polizia locale che ha chiamato anche esperti di internet dalla capitale Bogotà, la gente della piccola cittadina di Asis è entrata “in ansia e nel panico” ha dichiarato un funzionario del stato di Putumayo dove si trova Asis. Alcune famiglie hanno preferito fare i bagagli, caricare la macchina e abbandonare la città che a dieci giorni dall’infernale pubblicazione sta lentamente diventando una ciudad fantasma. Molti attraverso Twitter, hanno denunciato la negligenza della polizia locale. “ Quello che sta succedendo a Puerto Asis è molto grave” scrive Hugo Parra Gomez “sembra Medellin (altra città colombiana divenuta celebre negli anni’70-’80 per il narcotraffico gestito da Pablo Escobar, ndr) le autorità dovrebbero prendere il controllo della situazione. Chi sta investigando?”. Qualcuno, invece, perde le staffe gonfiando il numero delle vittime “La verità è che a Puerto Asis sono state uccise 20 persone, non tre, e la polizia non sta facendo nulla” scrive Jesus Henriquez “Questa è la Colombia”. E’ pur vero che le certezze finora raggiunte dagli investigatori sono ben poche. Una è il compenso di cinque milioni di pesos (2.166 euro circa) a chi ha informazioni sugli omicidi. La seconda è che la polizia sta lavorando su due possibili piste che riconducono alle due grandi bande criminali de Los Rastrojos e delle Farc che da anni si contendono il traffico della droga in Colombia. “Non ci è ancora chiaro, ma alcuni indizi ci fanno pensare che il gruppo dei Los Rastrojos potrebbe essere coinvolto” ha spiegato Baquero in un’intervista alla CNN.

Il gruppo paramilitare colombiano Los Rastrojos

A luglio la polizia colombiana in una complesso operazione ha messo le manette a decine di membri della squadriglia paramilitare dei Rastrojos che, stando a un’inchiesta della rivista El Espectador, conta 1.500 membri e gestisce i due terzi del narcotraffico in Colombia. “I Rastrojos stanno creando un’organizzazione criminale del narcotraffico e di terrorismo di proporzioni immense e in questo momento gestiscono tutti i cartelli della droga” ha dichiarato un funzionario della polizia colombiana che si occupa delle indagini sulla banda. “I Rastrojos sono molto attivi a Puerto Asis” ha spiegato Volmar Perez difensore delle vittime “sono i responsabili di numerose violenze e si sono imposti come dei gerarchi sulla comunità imponendo norme di condotta attraverso minacce ai commercianti, ai tassisti e ai piccoli imprenditori”. Potrebbero essere loro, dunque, a decidere sulle “morti annunciate” di Facebook.

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